Maratona! Da quando ho iniziato a correre questa parola ha iniziato a trasmettermi vibrazioni che via via sono diventate per me un'attrazione irresistibile. Sapete che me la sono messa in testa da subito, e passando per una mezza ho voluto provarci. Volevo diventare un maratoneta, passare dalla parte di quelli che hanno corso per 42,195 km! Ed eccomi qui ora, con voi!
Madrid è una città splendida, una cornice fantastica per correre una gara così. Me la sono goduta la città, divertendomi e vedendo tante cose interessanti. Ma poi...
Il sabato ho cominciato a respirare aria di festa al ritiro del pettorale. Organizzazione perfetta. All'interno di un padiglione fieristico tanti giovani sorridenti smaltivano le code velocemente. Il tutto avveniva in tre tappe: ritiro pettorale e chip, prova chip, consegna pacco gara.
Dunque ho iniziato a pensare un pochino all'alta temperatura. Giravo tranquillamente in maniche corte sotto un sole rovente e in un clima estivo.
La domenica mattina avevo la sveglia alle 07:30 ma in realtà dalle 05:30 in poi non ho più dormito. Tutto era pronto dalla sera prima: chip, abbigliamento tecnico con pettorale, tasca con integratori in gel. La mattina faceva fresco in piazza Cibeles. Gli aerei dell'aviazione spagnola passando ci salutavano con le loro strisciate gialle e rosse. Io ero in compagnia di mio padre, e qui devo aprire una parentesi. Mio padre è atleta da sempre (è un ex calciatore della Torres), ancora oggi non sa rinunciare alle sue 2 o tre uscite di corsa a settimana più la partita del sabato. Spesso corriamo insieme parlando un pò di tutto. Per lui poter correre con i figli, con me e mio fratello (gioca a calcio in prima categoria) è una cosa che apprezza tantissimo. E a volte quindi lo facciamo tutti insieme. L'ho iscritto alla maratona per farmi compagnia alla partenza e per partecipare ad una festa. Poi ha voluto fare dei medi da 15/16 km e un lungo da 21 km per arrivare almeno alla mezza. A tutti diceva: parto con mio figlio, andiamo a fare la maratona, allora io lo correggevo, vabbè tu partecipi, non l'hai preparata. A Madrid gli dico: pà, vedi un pò, magari se ne hai voglia, camminando e correndo, provi ad andare più avanti possibile e chissà, magari fai l'impresa e ti porti via la medaglia. Sabato mi ha detto: io ci provo. A me il caldo esagerato ha messo un pò paura e piuttosto che rischiare ho preferito tenermi un pò più lento. Quindi siamo partiti insieme e al 21° gli ho detto: complimenti, hai raggiunto il tuo obiettivo! Ora però andiamo avanti, piano piano, sino al 30°, lì faremo il punto della situazione. E così abbiamo fatto, tra le persone che ci incitavano continuamente. Fissa in mano la bottiglietta d'acqua che di tanto in tanto ci serviva per rinfrescarci, piano piano i km passavano. Io dicevo per convincere entrambi: al 30° il più è fatto, al 35° è praticamente finita...
Il 30° è arrivato e io ho detto a mio padre: provo ad andare e guadagnare qualche minuto, tu continua così e ce la fai!
Da quel momento siamo rimasti soli, e altro che gara finita, era appena iniziata. Pensavo "12 km non sono niente", e poi quando si soffriva ancora di più "5 km non sono niente", eppure sembravano lunghissimi, per darmi forza pensavo a quando al 25° dentro il parco della Casa de Campo avevo visto un limite di velocità che indicava 40 e in quel momento avevo desiderato tantissimo che quel 40 fossero km trascorsi. E mi dicevo stringendo i denti: ora ci sei vicino, quando vedi il 35 è finita, quando vedi il 40 è finita. Un uomo mi dice agitando i pugni chiusi VENGA PELEANDO, VENGA PELEANDO (forza, lottando) e così faccio.
In quel momento quando dal 35 al 40 era quasi tutta salita, sotto il sole ho giocato l'asso. Ho pensato ai vostri messaggi, a tutti. E mi ripetevo quello di Luigi: NEL MOMENTO PIU' DURO SAREMO TUTTI CON TE. E come un pazzo immaginavo tutti gli amici del MAM e del Curri chi si magna che mi stavano vicino incoraggiandomi e correndo con me. Lo immaginavo realmente nei dettagli! Vedevo tutte le facce! E così sono andato avanti fino al 42° km, con la gente che mi urlava. Sono riuscito ad alzare le braccia al cielo e ridere quando a cento metri dal traguardo ho visto la mia ragazza, mia madre e i miei amici che erano lì ad aspettarmi sorridenti e appena mi sono fermato mi sono sorpreso a piangere!
Mio padre? Sinceramente, vedendo quanto è stata dura per me, pensavo che avesse mollato e non vedendolo arrivare dopo una mezzora cominciavo a preoccuparmi. Mi sono avvicinato al ritiro medaglie e là c'erano i miei ad aspettarmi. La prima domanda che ho fatto: dov'è papà? Me lo indicano, mi stava cercando anche lui. Ci siamo abbracciati piangendo come bambini, era arrivato solo 12 minuti dopo di me! Mi ha detto: "non è possibile", gli ho risposto "tu non ti rendi conto di quello che hai fatto oggi"!
Amici, ho voluto condividere con voi questa bellissima esperienza, vi ringrazio tutti per avermi sostenuto. Al Signore avevo chiesto di regalarmi questa gioia e l'ha fatto. La gioia è doppia perchè sono riuscito a vivere un'esperienza simile con mio padre.
Ah...dimenticavo abbiamo finito in 4:31 e 4:42. Qualcuno ci chiamerà tapascioni...ma noi in realtà non potremo mai dimenticare la gente di Madrid che facendoci sentire i brividi agli ultimi km ci urlava: SOIS CAMPEONES !!!
Madrid è una città splendida, una cornice fantastica per correre una gara così. Me la sono goduta la città, divertendomi e vedendo tante cose interessanti. Ma poi...
Il sabato ho cominciato a respirare aria di festa al ritiro del pettorale. Organizzazione perfetta. All'interno di un padiglione fieristico tanti giovani sorridenti smaltivano le code velocemente. Il tutto avveniva in tre tappe: ritiro pettorale e chip, prova chip, consegna pacco gara.
Dunque ho iniziato a pensare un pochino all'alta temperatura. Giravo tranquillamente in maniche corte sotto un sole rovente e in un clima estivo.
La domenica mattina avevo la sveglia alle 07:30 ma in realtà dalle 05:30 in poi non ho più dormito. Tutto era pronto dalla sera prima: chip, abbigliamento tecnico con pettorale, tasca con integratori in gel. La mattina faceva fresco in piazza Cibeles. Gli aerei dell'aviazione spagnola passando ci salutavano con le loro strisciate gialle e rosse. Io ero in compagnia di mio padre, e qui devo aprire una parentesi. Mio padre è atleta da sempre (è un ex calciatore della Torres), ancora oggi non sa rinunciare alle sue 2 o tre uscite di corsa a settimana più la partita del sabato. Spesso corriamo insieme parlando un pò di tutto. Per lui poter correre con i figli, con me e mio fratello (gioca a calcio in prima categoria) è una cosa che apprezza tantissimo. E a volte quindi lo facciamo tutti insieme. L'ho iscritto alla maratona per farmi compagnia alla partenza e per partecipare ad una festa. Poi ha voluto fare dei medi da 15/16 km e un lungo da 21 km per arrivare almeno alla mezza. A tutti diceva: parto con mio figlio, andiamo a fare la maratona, allora io lo correggevo, vabbè tu partecipi, non l'hai preparata. A Madrid gli dico: pà, vedi un pò, magari se ne hai voglia, camminando e correndo, provi ad andare più avanti possibile e chissà, magari fai l'impresa e ti porti via la medaglia. Sabato mi ha detto: io ci provo. A me il caldo esagerato ha messo un pò paura e piuttosto che rischiare ho preferito tenermi un pò più lento. Quindi siamo partiti insieme e al 21° gli ho detto: complimenti, hai raggiunto il tuo obiettivo! Ora però andiamo avanti, piano piano, sino al 30°, lì faremo il punto della situazione. E così abbiamo fatto, tra le persone che ci incitavano continuamente. Fissa in mano la bottiglietta d'acqua che di tanto in tanto ci serviva per rinfrescarci, piano piano i km passavano. Io dicevo per convincere entrambi: al 30° il più è fatto, al 35° è praticamente finita...
Il 30° è arrivato e io ho detto a mio padre: provo ad andare e guadagnare qualche minuto, tu continua così e ce la fai!
Da quel momento siamo rimasti soli, e altro che gara finita, era appena iniziata. Pensavo "12 km non sono niente", e poi quando si soffriva ancora di più "5 km non sono niente", eppure sembravano lunghissimi, per darmi forza pensavo a quando al 25° dentro il parco della Casa de Campo avevo visto un limite di velocità che indicava 40 e in quel momento avevo desiderato tantissimo che quel 40 fossero km trascorsi. E mi dicevo stringendo i denti: ora ci sei vicino, quando vedi il 35 è finita, quando vedi il 40 è finita. Un uomo mi dice agitando i pugni chiusi VENGA PELEANDO, VENGA PELEANDO (forza, lottando) e così faccio.
In quel momento quando dal 35 al 40 era quasi tutta salita, sotto il sole ho giocato l'asso. Ho pensato ai vostri messaggi, a tutti. E mi ripetevo quello di Luigi: NEL MOMENTO PIU' DURO SAREMO TUTTI CON TE. E come un pazzo immaginavo tutti gli amici del MAM e del Curri chi si magna che mi stavano vicino incoraggiandomi e correndo con me. Lo immaginavo realmente nei dettagli! Vedevo tutte le facce! E così sono andato avanti fino al 42° km, con la gente che mi urlava. Sono riuscito ad alzare le braccia al cielo e ridere quando a cento metri dal traguardo ho visto la mia ragazza, mia madre e i miei amici che erano lì ad aspettarmi sorridenti e appena mi sono fermato mi sono sorpreso a piangere!
Mio padre? Sinceramente, vedendo quanto è stata dura per me, pensavo che avesse mollato e non vedendolo arrivare dopo una mezzora cominciavo a preoccuparmi. Mi sono avvicinato al ritiro medaglie e là c'erano i miei ad aspettarmi. La prima domanda che ho fatto: dov'è papà? Me lo indicano, mi stava cercando anche lui. Ci siamo abbracciati piangendo come bambini, era arrivato solo 12 minuti dopo di me! Mi ha detto: "non è possibile", gli ho risposto "tu non ti rendi conto di quello che hai fatto oggi"!
Amici, ho voluto condividere con voi questa bellissima esperienza, vi ringrazio tutti per avermi sostenuto. Al Signore avevo chiesto di regalarmi questa gioia e l'ha fatto. La gioia è doppia perchè sono riuscito a vivere un'esperienza simile con mio padre.
Ah...dimenticavo abbiamo finito in 4:31 e 4:42. Qualcuno ci chiamerà tapascioni...ma noi in realtà non potremo mai dimenticare la gente di Madrid che facendoci sentire i brividi agli ultimi km ci urlava: SOIS CAMPEONES !!!


