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La carovana podistica isolana, multicolore, scalpitante, odisseica e dantesca, Domenica 15 marzo 2015, approda a Ozieri. Non è ignara, sa bene quali compiti e -soprattutto- quale copione dovrà recitare. Podisticamente parlando l'impegno che dovrà sostenere non è facile. E' in palio il decimo trofeo “MonteAcutoMarathon”; cioè una gara podistica dal non facile percorso infarcito di salite, discese e tornanti, falsopiano e ancora salita e vento sferzante che pare preludere alla tormenta. Alla neve?
La catarsi è assicurata. Così l'ordalia. Le verità di ognuno, personalissime, saranno dettate senza appello dal percorso, dalle sfide leali tra atleti e atlete consumate sulla strada, sui ripidi pendii, gettando il cuore ben oltre l'ostacolo, sino al traguardo.
L'impresa, l'ascesi, è assicurata.
Ozieri è degno palcoscenico attoriale e luogo eletto, poeticamente e storicamente pregno, per ospitare le gesta dei “cavalieri erranti” maestri nell'arte podistica. Come pure sono efficienti, duttili e umanamente lungimiranti gli organizzatori del trofeo, che hanno approntato una manifestazione ricca di contenuti solidaristici, portando sulle strade della gara i meno fortunati e diversamente abili,  ricordandoci che ogni differenza/diversità è sempre e comunque possibilità arricchente.
Non a caso madrina dell'evento è la ballerina, pittrice e scrittrice senza braccia: Simona Atzori. E  nel pomeriggio post-gara, proprio la suddetta artista, nel teatro cittadino terrà il suo spettacolo. A coronamento di una giornata di sport, comunione e arte, voluta caparbiamente, testardamente dagli alfieri del Monte Acuto Marthon.
Costoro, sportivamente parlando, non si discutono. Ma sono anche altro; e sono capaci di leggere tra le crepe della vita, inconsciamente psichedelici, che altri universi battono, vivono vicino a noi senza avere voce e colore. Merito loro è aver potato a galla, dando visibilità attraverso lo sport, destini che altrimenti qualunquismo ed egoismo avrebbero relegato a marginalità e silenzio.
Dalla catena del “Goceano” nembi cupi minacciosi si affacciano sul Piazzale Carlo Alberto. Qualche goccia gelata e il vento di “grecale” ha accolto gli atleti al traguardo. Ristoro -degno, abbondante- e premiazioni sono i rituali finali della manifestazione. Sorrisi? Tanti; come tante le presenze alla manifestazione; delusioni? Poche. Il prossimo anno si rinnoverà il rito della sfida ozierese; e i più, come sempre, parteciperanno. Perché questa gara ha un sapore speciale.
Qualcuno mi chiede delle classifiche. Ohibò, celeri e snocciolate magistralmente. Personalmente non ne parlo perché consultabili altrove. L'essenza della kermess travalica il “risultato”. E se la tragica dipartita di un giovane nella notte ha adombrato l'alba della città, rischiando di inceppare l'abbrivio del bel bastimento del Monte Acuto, non dimentichiamoci che vicinanza, condivisione e solidarietà espressi in campo, per quanto non possano rimediare alla tragedia, ammansiscono, leniscono anche nell'oceano mare dello smarrimento, del vuoto, del mistero.
Appollaiato su un'altana, l'ombra di Giuseppe Garibaldi rimira gli estremi orizzonti che si parano davanti alla capitale del Logudoro. Fuma piacevolmente un toscano, sorride: “gente originale questi podisti! Potenziali garibaldini!” “ Efficienti e creativi questi ozieresi che mi hanno voluto parlamentare”
Di fianco, su un'altra altana,  “su patriottu sardu” Francesco Ignazio Mannu, rivolgendosi all'eroe: “che ne dice, Generale, se questa bella e atletica gente la armassimo come ai vecchi tempi per una nuova impresa di riscatto e di dignità?!”

Linea Diretta...
Fausto SolinasTore ScanuLuigi MundulaVirgilio Pirastru
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