Utilizziamo i cookie tecnici per essere sicuri che tu possa avere una migliore navigazione sul nostro sito.
Accedi all'informativa estesa per leggere le informazioni sull'uso dei cookie e su come scegliere quale cookie autorizzare. Cliccando sul tasto "Ok, ho capito!" o proseguendo nella navigazione, si acconsente all'uso dei cookie.

sport alta bassaIn molti giornali salutistici si continua a parlare di benefici dell'attività fisica, salvo poi scoprire che per attività fisica si intendono sedute di low training in palestra, mezz'ora di passeggiata al giorno o dieci minuti di cyclette da camera.

In realtà queste posizioni derivano dal desiderio di non scontentare i propri lettori, di solito molto poco sportivi. Se è vero che un sedentario che decida di fare sport deve iniziare con calma, è anche vero che il suo obbiettivo deve essere un'attività fisica sufficientemente intensa.

Lo studio di Harvard ha messo in evidenza che la differenza nel rischio di mortalità fra le persone che hanno svolto un'attività intensa e quelle che non l'hanno fatto è analoga a quella esistente fra le persone con un peso corporeo ideale e quelle in sovrappeso di almeno il venti per cento.

Dalla Germania un'altra ricerca (2001) precisa che, per quanto riguarda il rischio cardiovascolare, fra gli uomini l'attività intensa ha mostrato di avere un effetto positivo riducendo tutti i fattori di rischio. I livelli di colesterolo e trigliceridi, la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca e il peso corporeo, sono tutti parametri influenzati positivamente da un'attività intensa. Per quanto riguarda le donne, si è avuta una diminuzione della pressione del sangue, della frequenza cardiaca e del peso. Per entrambi i sessi, un'attività blanda ha generato scarsi benefici e, in alcuni casi, nessuno.

Quindi il messaggio da trasmettere è questo: è abbastanza inutile svolgere un'attività sportiva blanda, spacciandola come attività fisica. Tutti coloro che sostengono il contrario (di solito si tratta di medici sedentari) sono clamorosamente smentiti da ricerche di massa, ricerche nelle quali non è possibile barare (diventano automaticamente scienza) proprio perché non è possibile scegliere furbescamente il campione.

Un po' di numeri

Una ricerca (2005; Erasmus MC University Medical Center, Rotterdam) ha analizzato soggetti over 50 e la loro aspettativa di vita in relazione al tipo di attività fisica (nessuna-moderata-intensa). I risultati sono evidenziati nella tabella sottostante (i dati sono stati ricavati dal Framingham Heart Study).

Gruppo

Attività moderata

Attività intensa

Uomini

1,3

3,7

Uomini senza malattia cardiovascolare

1,1

3,2

Donne

1,5

3,5

Donne senza malattia cardiovascolare

1,3

3,3

1) L'attività moderata ha un aumento dell'aspettativa di vita nettamente inferiore rispetto a quella intensa.

2) Il dato del gruppo generale può stupire rispetto a quello del gruppo corrispondente sano (senza malattia cardiovascolare) perché risulta minore quello del gruppo sano: 1,1 contro 1,3 o 3,2 contro 3,7 per gli uomini. Ciò significa semplicemente che l'attività fisica serve anche a chi è malato di cuore, anzi, di più che a un soggetto sano. Non è vero che chi ha problemi cardiaci debba limitare l'attività sportiva (ovviamente si deve valutare caso per caso). Risulta pertanto ridicola la continua verifica tramite cardiofrequenzimetro del ritmo cardiaco in soggetti sani per "paura di esagerare".

3) La forbice leggermente più ristretta fra uomo e donna si può spiegare con il fatto che comunque l'uomo svolge attività lavorative mediamente più pesanti e quindi la sedentarietà media globale delle donne è maggiore e migliore quindi il rendimento di un'attività moderata.


Linea Diretta...
Fausto SolinasTore ScanuLuigi MundulaVirgilio Pirastru
  • 1
  • 2