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dieta a zonaLa zona è un strategia alimentare che è stata messa a punto dal biochimico americano Barry Sears e che si propone di utilizzare i cibi, combinandoli opportunamente gli uni agli altri in ogni pasto e in ogni spuntino, per raggiungere certi equilibri ormonali. I cibi, infatti, determinano cambiamenti dei livelli nel sangue degli ormoni: quelli contenenti carboidrati provocano un innalzamento dapprima della glicemia e poi della concentrazione dell'ormone insulina nel sangue; quelli ricchi di proteine, invece, fanno sì che nel sangue si elevi un altro ormone, il glucagone.
Sono moltissimi gli atleti, delle più diverse discipline e di vari livelli, che si alimentano secondo i criteri della zona. Questo tipo di alimentazione, infatti, ha – fra le altre – queste caratteristiche che sono vantaggiose per molti atleti:
• riduce l'infiammazione; quelle a tendini, articolazioni e muscoli possono obbligare certi atleti a sospendere a lungo gli allenamenti;
• agevola la produzione di GH e di IGF-1, potenziando così gli effetti dell'allenamento; • favorisce il dimagrimento in chi ne ha bisogno, determinando la perdita di massa grassa e non di massa magra, aumentando l'efficienza fisica e non determinando l'aumento dell'appetito anche se l'alimentazione è ipocalorica.
La zona viene utilizzata da atleti di molte discipline. Negli sport con limiti ponderali di categoria (sollevamento pesi, sport di combattimento, canottaggio pesi leggeri...), del resto, permette di perdere grasso senza perdere massa magra, anzi aumentandola. Negli sport di potenza (massa muscolare e forza muscolare), come sollevamento pesi, lanci dell'atletica, body building, fornisce la corretta quantità di proteine (ci sono vari motivi che fanno aumentare le necessità) e, al tempo stesso, può garantire un rifornimento continuo degli aminoacidi (timing ideale). Nei giochi individuali (tennis) e di squadra (calcio, basket, rugby...) garantisce un apporto sufficiente di tutti i nutrienti e non determina carenze di alcun tipo..
Invece negli atleti che praticano gli sport di fondo (ciclismo, maratona, triathlon, marcia, sci di fondo..) a livello agonismo e che, quindi, compiono grandi quantità di lavoro quotidiano, c'è un consumo molto elevato di carboidrati che richiede necessariamente la restituzione di essi all'organismo con alimenti che li contengono. Questo è possibile apportando alcuni adattamenti agli schemi consueti della zona.


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Fausto SolinasTore ScanuLuigi MundulaVirgilio Pirastru
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