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beckamBeckam ricordando Beckham...... il giorno dell'infortunio subito al tendine di Achille, ho pensato, oggi il 'pupo mediatico' non ha voglia di giocare.
Il calciatore si è trasformato progressivamente da atleta a sex simbol, attore, sposo con sposa da sfilata di moda, insomma per farla breve da giocatore a superbello del jet set mondiale, voluto come ospite omnipresente per richiamo pubblicitario e comunque a mio parere, uomo che si è progressivamente trasformato in oggetto di culto.
Però considerando a posteriori il danno anatomico subito dal calciatore (rottura del tendine di Achille) e la nobile smorfia di dolore che ha solcato il suo viso, mi ha fatto quasi pentire di ciò che pensavo; infatti, chi sa quanto è dolorosa una tendinite, sa anche quanto si soffre per la rottura di un tendine, se è di Achille..., e... ricordando come il buin Beckham ha abbandonato il campo con grande dignità e senza rotolarsi per terra come ogni comune mortale avrebbe fatto, mi ha fatto riflettere che probabilmente è anche un 'Sir' della sofferenza e quindi un complimenti sincero e un augurio di pronta guarigione.
La rottura del tendine di Achille è una patologia che colpisce piuttosto spesso gli atleti di vari sport, come calcio, rugby, atletica etc;di solito è dovuto ad un sovraccarico funzionale che l'atleta in genere affronta negli allenamenti e nell'attività agonistica intensa, con scarsa possibilità di recupero fisico, per cui lo stress cronico del legamento porta progressivamente ad un indebolimento della struttura anatomica con ispessimento ed indebolimento della fibre che lo compongono; pertanto il tendine inizialmente diventa edematoso e dolente al tatto o al pizzicamento fra le dita.

Quindi con la sofferenza cronica presenta delle modificazione anatomiche esterne piuttosto evidenti, che di solito in questo stadio sono di per sé talmente dolorose da far passare la voglia sia di camminare che di stare in piedi, per cui a questo punto gli atleti iniziano ad arrendersi all'evidenza dei fatti e si fanno finalmente visitare.

Inficiano sulla buona resistenza del tendine, l'età, gli allenamenti eseguiti su terreni particolarmente duri che favoriscono la trasmissione dei traumi, l'eccessivo affaticamento, il rapido incremento ed eccessivo chilometraggio raggiunto negli allenamenti, l'uso di scarpe inappropriate.
Altre volte tuttavia esistono delle condizioni anatomiche predisponenti, come alterazioni posturali, difetti podologici, che possono essere di per sé condizionanti di una rottura acuta del tendine:

oppure possono esserci delle cause farmacologiche come le infiltrazioni ripetute di cortisonici peritendinee e/o l'assunzione di alcuni antibiotici che indeboliscono drasticamente (in pazienti predisposti) la struttura anatomica del tendine determinando perciò una rottura acuta dello stesso.
L'allenamento porta ad un progressivo rafforzamento delle strutture fibrillari del tendine, che lo rendono così ovviamente predisposto a resistere alla sollecitazioni a cui progressivamente l'atleta lo sottopone, purtuttavia bisogna ricordarsi di evitare le brutali variazioni di ritmo ed allenamenti intensi e/o gare senza un opportuno riscaldamento .
Succede tra l'altro che atleti che ritornano dalle vacanze ricominciano ad allenarsi alla stessa intensità con cui avevano lasciato l'attività.
E' sicuramente importante evitare carichi di 'lavoro' senza aver smaltito con evidenti contratture muscolari le fatiche precedenti, difatto un muscolo contratto determina un eccessivo sovraccarico sulle strutture tendinee che possono quindi subire danneggiamenti e/o infiammazioni delle guaine con formazioni liquide peritendinee.
Tra l'altro un muscolo contratto agisce sulla componente trasversale dei vasi sanguigni influenzandone quindi la velocità di afflusso e di volume sanguigno tissutale, riducendone quindi gli scambi metabolici dei tessuti medesimi.
Per una buona performance muscolare e quindi tendinea è inoltre importante ripristinare le normali riserve di sali minerali come potassio e magnesio, fondamentali nel mantenere l'elasticità muscolare ed evitare le fastidiosissime contratture, da tenere in grande considerazione soprattutto nei mesi caldi estivo-primaverili.

Trattamento.

In caso di: Tendinopatie del corpo del tendine, entesopatie di I°-II°, tenovaginiti

Riposo associato a crioterapia : ultrasuoni : laser : endotermia : onde d'urto

tempi di recupero dai 20 – 40 giorni

In caso di: Rotture totali e/o parziali

intervento chirurgico ricostruttivo

Tempi di recupero 6 – 12 mesi


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