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nanni pardunouMe lo avevano detto tutti : ci sarà caldo e la prestazione ne risentirà. Ma si sa, al runner  piacciono le sfide, solo che questa volta l’avversario più che il tempo cronometrico era il tempo meteorologico. Non importa, uno vale l’altro. Quella domenica mattina a Pardu Nou fa comunque davvero caldo: 33°C e 85% di umidità, dice lo speaker.
Parto con tre amici con i quali passiamo una bella giornata, anche nel dopo gara. Ritiriamo puntualmente il pettorale e andiamo a riscaldarci, ma ci rendiamo subito conto che non ce n’è un gran bisogno. Start puntuale alle 10, si parte. Seguo un amico che mi guida per i primi 2 km, poi lo saluto e cerco di prendere un ritmo
più lento che mi consenta di non arrivare cotto, o peggio di saltare per il caldo. Meglio un eccesso di prudenza, penso. Va tutto abbastanza bene per i primi 15 km, il percorso è un po’ impegnativo solo in corrispondenza del passaggio nei due paesi, dove ci sono 2-3 salite abbastanza dure. In questo tratto, dove trovo brevi compagni di viaggio, procedo quasi sempre da solo, divertito dagli zig-zag che fanno i corridori davanti a me per cercare l’ombra, per poi rendermi conto che senza pensarci
compivo le stesse deviazioni.
Dal 15° al 18° soffro un po’ (anzi di più), sono costretto a rallentare ed inizio a temere una crisi. Per fortuna i numerosi ristori e spugnaggi  alleviano la sofferenza. Continuo a sentire le voci di chi mi ha preparato o consigliato: bevi, bevi, bevi….. Ed in effetti ho bevuto tanto e questo mi ha probabilmente consentito di superare questo momento difficile. Al 18° Km scatta una molla e riesco ad iniziare una progressione. Vedo avvicinarsi i concorrenti che per diversi Km mi sembravano irraggiungibili. Piano piano le loro figure diventano più grandi, prendo fiducia, riesco a superarne alcuni. Questo mi dà coraggio per sostenere il ritmo che ho preso. Dopo l’ultima curva vedo il traguardo e a differenza della mia prima gara  non sono sfiancato, così riesco anche a regalarmi una posa per la foto all’arrivo. Miglioro il mio personale ma soprattutto finisco la gara col sorriso, e mi rendo conto che è questo ciò che conta davvero.
Ci ritroviamo e abbracciamo con gli amici, e la stanchezza scivola via con il sapone della doccia. Mentre facciamo la fila per il consueto pranzo ristoratore, anche lì sotto un sole cocente, incrocio lo sguardo con un altro partecipante, della zona di Cagliari. Dallo sguardo si intuisce ciò che stiamo per dirci: ma siamo dei pazzi a fare 21 Km con questo caldo.
La risposta è sottointesa nella comune risata, perché entrambi sappiamo che per noi correre è come vivere, irrinunciabile. Chi non è appassionato di corsa probabilmente  non capisce questa eterna sfida contro i propri limiti, credo che la consideri un po’ masochistica; ma che importa, lui non è un runner.


Linea Diretta...
Fausto SolinasTore ScanuLuigi MundulaVirgilio Pirastru
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