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foto milano7 Aprile 2019. Ho inizialmente pensato di non scrivere dell’ultima compiuta del trio MAM, la maratona della città di Milano, poi, considerato che quest’altra conquista non sarebbe dovuta passare inosservata, ho provato a buttar giù nero su bianco.  La città lombarda esibisce per l’occasione una veste grigia di pioggia e freddo. L’organizzazione, a prima vista poco rodata, sorprende al contrario per la precisione di tutte le fasi: ritiro del pettorale, consegna del ricco pacco gara e guida verso la partenza con i gates correttamente pianificati. Al mattino, dopo i controlli quasi asfissianti, in fila tra circa settemila partecipanti piacevolmente stretti come sardine, giungiamo alla nostra griglia poco prima dell’inno nazionale. Il silenzio sulle note suonate dalla Fanfara del terzo reggimento dei Carabinieri prelude allo start. Gli speakers della radio sponsor e della competizione caricano gli impavidi che sgambettano con l’obiettivo di scaldarsi. Finalmente, dopo qualche minuto di attesa, lo sparo sancisce l’inizio della corsa. Milano non regala stavolta la sua faccia migliore e i milanesi accorsi non appaiono così numerosi.  Il nuovo percorso, privato di alcune salite e pesanti pavè, offre comunque una passerella al defilè urbanistico ineguagliabile: gotico e neoclassico,  Porta Venezia e Porta Nuova, Duomo e Castello degli Sforza. I lunghi rettilinei incorniciati da splendidi palazzi ci accompagnano fino al moderno rione City Life. Lo Stadio Meazza di San Siro, il Parco del Portello precedono nuovamente il  Castello che segna il quarantesimo chilometro. Malgrado pioviggine e pozzanghere il contesto promette per un inimmaginato record: ai quarantadue chilometri e centonovantacinque metri, in Corso Venezia, Milano viene incoronata la maratona più veloce d’Italia. L’incedere della fatica separa il Trio MAM che all’arrivo, soddisfatto, si stringe nel consueto abbraccio come a decretare l’impresa. I tempi non da personal best passano forse annebbiati, luccicanti invece i numeri: quattordici maratone degli ultimi quattro anni nel cartellino del Trio che arricchisce così il palmarès della Monte Acuto Marathon.  La sera risotto e cassoeula aggiungono anche la giusta sapidità alla domenica. Così ognuno si lascia alle spalle un retroscena particolare o indugia su un sapore intimo e riservato. Perchè d’altronde la maratona cela anche qualche segreto o qualche privata preghiera. A valorizzare Milano un anziano signore, al trentacinquesimo chilometro, raffinato nel suo palto scuro, in mezzo agli astanti sotto gli alberi, accompagnato da un incessante batter di mani, spicca così: “Forza ragazzi lo sport è vita!”. A questo indelebile ricordo aggiungo rispettosamente e a fil di voce: “buona corsa runners”!


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