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Week end anglo/veneto per gli atleti della Monte Acuto Marathon, weekend che ha visto lo svolgimento della Maratona di Sant' Antonio a Padova e della Virgin London Marathon, la maratona della capitale inglese che fa parte delle cinque maratone più importanti al mondo.
Iniziamo da Padova: due esordi "vittoriosi" nella distanza principe, 42 km e 195 mt, quelli di Laura Mura (foto in basso a destra) e Marco Azzola (foto a sinistra); Perché vittoriosi? Perché chi riesce a correre una maratona, a prescindere dal tempo finale, consegue comunque una grande vittoria che ripaga gli sforzi fatti per raggiungere l'ambito traguardo.
Laura ha finito in 4h47'30'', Marco in 4h12'48' (fonte Sdam). Bravissimi tutti e due, complimenti. A Padova presente anche l'instancabile Tonino Dettori (in basso a sinistra) che ha invece partecipato all'Half Marathon chiudendo a settant'anni in 3h00'23'', 8° di categoria che dice: - ultra felice della mia prova a Padova della mezza maratona ma considerato il tempo fermo su lunghe distanze, due interventi per la cartilagine del ginocchio destro e i miei 70 anni si può essere solo felici, nella gara del primo aprile a Platamona anche facendo solo 19 chilometri  ho capito che potevo farcela e ci sono riuscito; L'anno prossimo proverò lo stesso percorso e finirò in 2h30' promesso... - Bravo Tonino.
Ozieri presente anche a Londra con Luigi Mundula alla sua 31^ maratona chiusa in 3h35'17" ma condizionata da una stupida laura_mura_2caduta al 22° chilometro e da una sosta forzata di circa 3/4 minuti per un massaggio al polpaccio presso un centro medico lungo il percorso.
Purtroppo la sua consueta felicità è stata smorzata dalla morte di una giovane atleta inglese, appena trentenne, deceduta al 25° miglio: Claire Squires che è collassata al 40° chilometro.
Morire a 30 anni in vista del traguardo così è successo alla povera Claire; è crollata sul selciato al termine di una corsa perfetta dal punto di vista climatico, né troppo fredda né troppo calda e mentre le mancava poco più di un chilometro alla fine della gara.
Una vera e propria tragedia ha caratterizzato la maratona Londinese, maratona a cui si erano iscritti 37000 entusiasti: la prova generale della maratona olimpica di Londra 2012.
Claire correva per beneficenza: «Non aveva problemi di salute», hanno assicurato gli amici, ma intanto è morta: il suo organismo è collassato all'altezza della Birdcage Walk, a pochi passi da St. James Park, meno di un miglio dalla finish line di Buckingham Palace.
Sono accorsi i medici che l'hanno caricata in ambulanza ma per lei non c'è stato niente da fare.
La Maratona di Londra si corre dal 1981: da allora dieci persone ci hanno lasciato la pelle, la metà delle quali aveva, senza saperlo, problemi di cuore.
tonino_dettori_2Queste tragedie lasciano sempre l'amaro in bocca ma Piermauro Morosini insegna: le tragedie dello sport dimostrano che bisogna prestare più attenzione allo stato di salute degli atleti soprattutto in gare estreme come le maratona che attirano folle di entusiasti dilettanti senza particolari controlli preventivi.
Nel 2007 a Boston e a Washington morirono due persone lungo percorsi che temperature superiori alla media di ottobre avevano trasformato in un forno.
E qualche giorno fa a Boston cento maratoneti sono finiti in ospedale e oltre duemila hanno fatto ricorso a cure mediche: era troppo caldo per una domenica di metà aprile.


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Fausto SolinasTore ScanuLuigi MundulaVirgilio Pirastru
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