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terreverdiane 2013Che bel fine settimana, forse un po’ troppo freddo ma d'altra parte il tempo è sempre una variabile che in maratona non può essere controllata e quasi mai prevista.
Domenica 24 ho corso la mia 34^ maratona , 42 chilometri da Fidenza a Bussetto su un percorso reso strepitoso dallo scenario, quasi lunare, allestito quasi ad arte dalla tanta neve caduta nella notte di sabato.
Sinceramente pensavo che la gara saltasse, probabilmente in altre occasioni o altri luoghi sarebbe successo così, ma, gli audaci, capaci e caparbi organizzatori della 16^ edizione della maratona delle Terre Verdiane sono riusciti a trasformare un evento a rischio in una grande giornata di sport.
Per me è stata una novità; Non avevo mai corso con un tempo simile, la paura era tanta.
La mia gara doveva essere un allenamento, l'ultimo lungo prima della maratona di Roma.
Alla fine così non è stato, è stata una maratona corsa a tutti gli effetti.
Dovevo testare le mie condizioni, dovevo cercare di capire dove potevo arrivare.
Certe volte non è facile capirsi; non sempre riesci a leggere le sensazioni che il tuo fisico ti trasmette tutti i giorni, i suoi avvertimenti, qualche volta ti confondi, pensi di essere invincibile e non capisci che non esiste l' invincibile se non nelle leggende.
Non so se è perché alla partenza ho incontrato e abbracciato il mio amico Amedeo Bonfanti, non se sono stato influenzato e commosso dalla scritta “SIMONE RESTERAI SEMPRE CON NOI”, ma io domenica subito dopo la partenza mi sono sentito invincibile e molto partecipe; Non sentivo il freddo pungente, non sentivo la fatica. Guardavo sempre avanti, cercavo di mettere a fuoco il colore dei completini dei tanti runners che sembravano sbiaditi a causa della poca luce che filtrava attraverso le nuvole basse ormai svuotate dalla tanta neve caduta nelle ore precedenti.
E' stata una 42 km mai monotona, non può esserlo un percorso che praticamente rimane nascosto ai tuoi occhi e che riesci con difficoltà a mettere a fuoco nel dopo gara.
Che meraviglia vedere gli altri in lontananza, magari a 500 o 600 metri da te alcuni che si allontanano e altri che si avvicinano a seconda del ritmo ma che comunque diventano immagini sfuocate a causa della luce tipica dei paesaggi innevati, luce che è allo stesso tempo accecante tanto è luminosa e contemporaneamente non ti permette di mettere a fuoco, rendendo i contorni di ciò che vedi irregolari e sfuocati.
Si respirava una sensazione magica, fiabesca. Sicuramente la carica di tutti era esagerata ma proporzionata alle sensazioni che tutto il contorno sapeva creare. Ho osservato attentamente tanti dei partecipanti.
Ho visto e ammirato coloro i quali dimostravano tanto coraggio partendo con il solo completino, magari solo con canotta e pantaloncini così come ho capito chi era imbottito sino all'inverosimile.
Io ero uno di quelli, mi reputo fortunato per aver affrontato questa trasferta con tre grandi amici che vivono la corsa come la vivo io, per piacere come quasi un rapporto d'amore intenso e soprattutto consumato con chi si ama veramente: Pierluigi, Maurizio e Mario al quale si è aggiunto Nino, persona squisita e di una disponibilità direi quasi tipica di noi sardi; Grazie alla loro simpatia, passione e pazienza ho recuperato almeno due anni di vita come se grazie a questa esperienza sia tornato indietro nel tempo.
La corsa è amicizia e condivisione di bei momenti e te ne regala sempre dei nuovi aiutandoti a conoscere ogni volta qualcuno che prima non sapevi nemmeno che esistesse e dopo 3 ore di corsa comune ti sembra di conoscere da sempre.
Così domenica mi è successo di conoscere Roberto, un Ironman che vuole migliorare la frazione di corsa, che sicuramente riuscirà a fare se correrà con l'abnegazione che ha dimostrato di possedere domenica.
Bravo Roberto e grazie per la tua simpatica e collaborativa compagnia in tutti e 42 chilometri, mi sarebbe piaciuto arrivare insieme a te, pazienza sarà per un altra volta.
Voglio concludere ringraziando gli organizzatori, perfetti, ringraziando Amedeo Bonfanti per avermi commosso, anche se lui forse non si è accorto, quando ho visto la sua maglietta con la scritta per Simone Grassi e poi voglio ringraziare me stesso per aver avuto la tenacia e la forza per arrivare al fatico traguardo al quale non riesco ancora ad abituarmi ma che vivo sempre come se fosse la prima volta, con l'emozione della prima volta, anzi forse la mia prima volta non è stata così emozionante.
Dal punto di vista cronometrico io ho chiuso la maratona in 3h34’12”, Pierluigi Salis in 3h29’06”, per la mezza Mario Canopoli chiude in 1h41’56” e Maurizio Sciancalepore in 2h15’24”; Mi piace citare la bella prestazione del nostro amico Amedeo Bonfanti che chiude la maratona in 2h53’36”.


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