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francesco muredduEccomi qua, a raccontare gli accadimenti e le emozioni vissute in questa edizione della “42^ Stramilano” .
Partiti in 5 da Sassari  con Mario, Roberta, Uccio e Virginia, rivelatisi ottimi compagni di viaggio all’insegna del divertimento, che ha preceduto con il giusto spirito  ogni aspettativa agonostica, siamo giunti a Milano dove siamo stati accolti da due giornate di pioggia battente che non ha permesso di godere, nella giusta misura, sia la città che la manifestazione sportiva.
Il sabato mattina lo abbiamo dedicato al ritiro pettorale e pacco gara presso  gli stand dell’organizzazione siti in piazza Duomo. Il personale si è dimostrato celere  nella consegna e l’attesa è stata tutto sommato modesta, 15 minuti circa. Assenti gli stand dell’attrezzatura tecnica dedicata al running rimpiazzati da ditte di
prodotti caseari, autovetture,  motocicli e sponsor non pertinenti al running. Un po’ deludente. A seguire, abbiamo visitato il luogo di partenza ed arrivo della gara in programma, rispettivamente  Castello Sforzesco ed Arena, notando subito la carenza di infrastrutture dedicate agli atleti in arrivo; erano presenti solo due tende gonfiabili di circa 40 mq. cadauno (uomini/donne) il che ha fatto presagire lo scempio  che si sarebbe  e che si è  verificato  il giorno dopo con gli oltre 6000 atleti partecipanti alla “mezza”. Dopo un lauto pranzo  ed un riposo in albergo, tutti a passeggio per le vie della città con un occhio rivolto alle belle vetrine ed uno al cielo nella speranza di intravedere uno scorcio di aria serena (Mario ogni tanto ripeteva: “Dai che domani sarà una giornata migliore”….. quasi ad esorcizzare la sventura incombente) !!!  
Domenica mattina: mi affaccio alla finestra dell’albergo e subito noto un cielo nero pece, pioggia battente e penso alla mia influenza/bronchite appena superata a suon di antibiotici ed altre  medicine. Il rischio di una ricaduta è grosso ma la mia prima Stramilano, non poteva finire in una camera d’albergo…o sotto l’ombrello a guardare gli altri; piuttosto meglio crepare!!!!  Organizzo la sacca, giro di telefonate e via!!! Arriviamo nei pressi dell’Arena tra pozzanghere e fango e dopo una repentina vestizione consegniamo la sacca e ci dirigiamo verso la partenza. Qui notiamo una prima sconcertante sorpresa,  tutti gli atleti  erano  ammassati alla rinfusa in quanto non erano state predisposte griglie per ordine di tempo. Risultato:  anche chi andava a 6’/km si è ritrovato davanti a tutti a fare da tappo. Sino al 3° chilometro non sono riuscito ad andare oltre  alla media di 5,40’tra lo slalom degli atleti, spintoni e rischio di cadere. A questo si è aggiunta la presenza molteplici  pantani d’acqua alta oltre 10 cm. per tutta la carreggiata il che ci ha obbligato, quando possibile, a correre sui marciapiedi o dentro le aiuole con tanto di alberi da schivare; un vero e proprio rodeo tra le imprecazioni di tutti gli atleti. In alcuni casi siamo stati obbligati a passare dentro le “piscine”. Quelli che ancora conservavano un residuo di senso     d’umorismo gridavano : “ dai che è solo acqua!!!!!” Provo ad immaginare i loro ripensamenti dopo il quindicesimo chilometro, quando le calze fradice ed il fastidio ai piedi facevano presagire qualcosa del tipo “vescica in arrivo!!!!” …. Comunque, inizialmente ho tenuto un’andatura tranquilla in quanto reduce da una brutta influenza,  mi ero preposto di affrontare la gara come un “lungo” allenante. Giunto al 10 km sentivo che le gambe giravano bene, il fiato era lungo ed ho deciso di cambiare passo portandomi sotto i 5’ in costante progressione; al 15° andavo a 4.50’ ed ho percorso l’ultimo chilometro a 4,30’. Quello che mi ha entusiasmato è stata l’inaspettata tenuta delle gambe che rispondevano bene alla fatica, segno evidente di una buona preparazione nonostante i 15 giorni di stop antecedenti la gara. Altra sensazione inebriante,  superare tanta gente negli ultimi chilometri, in progressione. Chiudo la gara in 1.46’.36’’ segnando il mio miglior tempo;  ottimo viste tutte le condizioni. Mario e Virginia mi precedono percorrendo la gara insieme e  fermando il cronometro ad 1.39’00’’  mentre Uccio, che accompagnava un amico, al quale ha fatto da padrino per la sua prima “mezza”, ha chiuso in due ore circa. Bravi tutti!!!
Nota dolente per l’organizzazione: VERGOGNA, VERGOGNA VERGOGNA!!!! Non si può arrivare alla 42^ edizione e gestirla in tale modo. All’arrivo non era presente una bevanda calda;  per uscire dall’Arena siamo stati in fila, quasi fermi, sotto la pioggia per circa 10 minuti perché erano presenti solo due varchi in uscita tra le gradinate; giunti al ritiro della sacca troviamo centinaia di atleti ammassati; altri 10 minuti di fila a causa del personale addetto alla consegna, in stato confusionale e di grande difficoltà a ritrovare le sacche, alcune delle quali fradice, con relative imprecazioni degli atleti; provo a raggiungere la tenda gonfiabile per cambiarmi gli indumenti e qui altra grande sorpresa… a dir poco altri 10 minuti di fila con persone già al limite dell’assideramento che tremolanti chiedevano per favore di farli entrare. Ho consigliato personalmente a qualcuno di trovare rifugio e soccorso presso la tenda della Croce Rossa. Giunto all’interno della tenda notavo che era piena zeppa di atleti che non correvano certo il rischio di cadere poiché l’uno sorreggeva l’altro … una cosa disumana fatta di gente nuda e seminuda che  riusciva a malapena  spogliarsi o vestirsi tra la stanchezza, i crampi ed il freddo. L’unica cosa in tutto questo che mia ha fatto sorridere è stato quando inchinatomi per slacciarmi le scarpe, nel girarmi di lato  mi sono trovato il sedere in faccia di un altro atleta … il colmo… qualcuno per la disperazione ha scelto di cambiarsi sotto gli alberi del parco sotto la pioggia e gli ombrelli, altri hanno raggiunto la metropolitana. Per chiuderla in breve l’amministrazione della Stramilano sapeva già da giorni che sarebbe stata una giornata pessima e poteva benissimo predisporre quantomeno dei teloni di riparo in numero adeguato agli atleti. L’esercito o la Croce Rossa  gliene avrebbe fornito a volontà.  Il resto delle opinioni e dell’indecenza, per completezza, lo si può rilevare sul link della Stramilano o anche su FB. C’è ne sarebbe da scrivere troppo. Quello che fa rabbia e che leggendo le opinioni , tale amministrazione non è nuova ad inconvenienti così grossolani e non ha fatto niente per eliminarli o quantomeno  ridurli. Non si può  confidare esclusivamente in una bella giornata o nel fatto che tutto vada per il meglio.  Ah, dimenticavo: come ricordo gara, medaglia patacca stile prima comunione. Grazie di tutto, ma credo che ci penserò molto bene ad una ipotetica e futura Stramilano. Un saluto a tutti e forza Monte Acuto Marathon, sempre!!!! Francesco.


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