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maurizio padova"Ed eccoci qua.......ero rimasto a quel 28 novembre 2010, giorno della Maratona di Firenze.
Giornata piovosa, fredda ed indimenticabile per quanto riguarda la sofferenza, chiusa in 5h26' ed una manciata di secondi.
Terminata solamente perché promesso al mio povero papà che mi ha dato una grossa mano dal cielo, ma avevo, poi, fatto una promesso a me stesso che non avrei più corso una maratona sino a quando nello scorso gennaio una vocina mi disse: "ho voglia di correre una maratona, mi accompagni?" Era la mia amica Maria Paola, senza esitare, non so perché, acconsentii.
21 aprile 2013: Maratona di Sant'Antonio - Padova, condizioni atmosferiche simili a quelle di Firenze per quanto riguarda la pioggia battente ma con molto meno freddo.
Alla partenza sono in compagnia della mia amica Maria Paola ed altre 2000 runner's, tutti in attesa di quello sparo che avrebbe rotto quel groppo alla gola tangibile nel guardare chiunque incrociava il nostro sguardo. L'emozione sale quando chiedono un minuto di silenzio per le vittime della maratona di Boston. Io e Maria Paola ci
guardiamo e dai brividi dell'emozione sembravamo un gallo ed una gallina spennacchiati.
Alle ore 08,45 puntuali si parte l'emozione ci fa compagnia, unitamente alla pioggia battente, sino al 10 km per raggiungere il culmine quando circa al 18 km una ragazza disabile su una sedia a rotelle ci incitava. Bellissimo lacrime miste a pioggia.
Pioggia che non accennava minimamente a diminuire, tantevvero che ho detto alla mia amica: Maria Pà, non è che abbiamo sbagliato maratona? Mi sembra di essere a Venezia...........abbiamo attraversato cinque paesi e non so quante borgate, ad ogni passaggio era una grande festa.
Bambini ed adulti che incitavano, la musica caricava i muscoli che man mano che macinavano km era sempre più provati senza però accusare alcuna stanchezza fisica.
STRANA SENSAZIONE EMOTIVA; Sembrava che tutto stesse filando liscio sino a quando, al 35 km, nel prendere un gel dal taschino posto sul braccio sinistro ho sentito contrarsi un muscolo dorsale in prossimità della scapola destra. Non ho detto nulla alla mia amica, per non creargli uno scompenso psicologico, ma al 37 km ho dovuto arrendersi perché il dolore mi toglieva il respiro. Non mollavo e pian piano con enorme sofferenza , con un massaggio durante il minuto di passo veloce, eccoci entrare in Padova.
Smette di piovere ed esce un sole caldo.
SENSAZIONE LAVA-ASCIUGA. I dolori sembrano abbandonarci, sembrano.
Si passa davanti alla basilica del Santo, un'occhiata di ringraziamento ed eccoci in Prato della Valle, mancano 300 mt all'arrivo, per un attimo ci guardiamo e..........VAIIIIIIIIIIIIII. Tempo 4h58'12", real time 4h57'10", anche se sono solo numeri gli obbiettivi sono stati raggiunti.
Abbattere il muro delle cinque ore ma soprattutto aver accompagnato la mia amica al traguardo nella sua prima maratona. Dopo aver tagliato il traguardo durante l'abbraccio liberatorio siamo scoppiati in un pianto o un sorriso non sono a ora in grado di descriverlo.
TANTA FELICITÀ che ti ripaga dei piacevoli sacrifici degli allenamenti.
Un grazie particolare agli amici che hanno condiviso questa trasferta in terra padovana, Angelo, Giampiero ma soprattutto Maria Paola che durante tutta la preparazione mi ha assillato con il dubbio se avessimo o meno portato a termine la MARATONA. Fatto ed ora pensiamo alla prossima.


Linea Diretta...
Fausto SolinasTore ScanuLuigi MundulaVirgilio Pirastru
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