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partenza firenze 2014Ci risiamo, il 30 novembre 2014 abbiamo corso la Firenze Marathon 2015 e questa volta siamo aumentati di numero “il gruppo cresce”  grazie anche al nostro Mister Gianni Cossu.
Luciano Boiano, Stefano Salis, Gianni Santoru, Pietro Marcellino, Marcello Carboni, Angelo Moro e Vittorio Tidore, si lo so sono sette perfetti sconosciuti ma per una volta saranno dei famosi Top Runners “magari non tanto sani di testa”.
Stefano il dormiglione: se fatte un viaggio con lui per fare una maratona state tranquilli dormirà sia all’andata sia al ritorno, sono sicuro che anche viaggiando in moto lui seduto dietro riesce a dormire uguale.
Gianni la lucciola: non vi consiglio di dormire in stanza con lui la notte prima della maratona, alle cinque accende una luceta (crede di non disturbare) e si mette sul tavolino a mangiare e se vi va bene, sentite lui che spalma e sgranocchia fette biscottate per almeno un ora e poi scende a fare la colazione dell’hotel.
Pietro il novizio: era alla sua prima maratona quindi aveva il panico di non finire la gara e poi ha avuto un infortunio al ginocchio prima di partire, ma noi tutti sapevamo che ormai lui aveva la maratona nelle gambe, solo lui l’avrebbe scoperto dopo “come sempre”.
Marcello la punta di diamante: la punta di diamante non tanto per i tempi migliori in gara ma perche è l unico che ha avuto il coraggio di venire alla maratona con la moglie e passa il giro turistico del sabato per i musei e le bellezze di Firenze, ma da vero marito atleta professionista, la domenica dopo la gara ha fatto il giro al
centro con la moglie a vedere i negozi “scalini della Rinascente compresi”.
Angelo il Colombo: aveva l’hotel a 5 minuti a piedi dalla stazione dei treni di Firenze dove ci ha lasciato il pullman dall’aeroporto di Pisa, lui è riuscito a trovare l’hotel al centro di Firenze in zona ZTL dopo due ore, pero si è aiutato col navigatore del suo telefonino, purtroppo, era in modalità autovettura e non modalità “a piedi”.
Vittorio il solitario: un grande e nuovo amico che da solo a preparato la sua seconda maratona, non è da pochi soprattutto senza un allenatore, in compenso era di compagnia, con noi e col vinello o la birra che accompagnava le nostre serate in trattoria col menu toscano.
Luciano il tormentone: si ero un tormento e forse mi hanno odiato o mandato a quel paese, pero il mio messaggio arrivava puntuale il lunedì, il martedì, il giovedì e il venerdì per il lungo del fine settimana ed era sempre di questo tenore: “ore 20:00 al Bar Mario, riscaldamento fino alla rotatoria poi 4X3000 a 4’15’’/4’20’’
recupero 1000 a 4’45’’/4’50’’ niente scuse ormai è finita ci siamo non si molla”, però per Gianni l’appuntamento era alle 19:50 era il solito ritardatario che però si lamenta degli altri.
Insomma siamo arrivati comunque a Firenze e se questa maratona non ha i numeri di Roma Londra o della grandi maratone in giro per il mondo è organizzata da grande competizione, nell’ Expo dello Stadio di Atletica di Firenze alleggia nell’aria il profumo della maratona e sono pubblicizzate tutte le maratone del mondo, si può
trovare di tutto per la corsa, dalle scarpe, all’attrezzatura tecnica a cronometri e GPS con un palco da dove i campioni come Baldini e Calcaterra ti danno consigli per correre e non meno importante, un punto di “ristobar” dove mangiare o bere e dove organizzano pasta party e aperitivi.
Ma arriviamo alla gara che per me e Stefano non era nuova in quanto l’avevamo corso per la prima volta nel 2010, anzi con dispiacere un saluto agli amici che non erano presenti e che hanno corso con noi la scorsa volta: Daniele, Pier Luigi, Luigi, Maurizio, Paolo e magari dimentico qualcuno “scusatemi”.
La mattina eravamo tutti pronti a prendere postazione nelle nostre griglie, ovviamente non Gianni che come al solito ci ha fatto aspettare ore perché doveva entrare in bagno, lo credo con quello che si aveva mangiato e bevuto, comunque siamo riusciti a entrare nelle rispettive griglie di partenza, Io, Stefano, Gianni e Pietro 3h/3h30 mentre gli altri via via dietro.
La Maratona di Firenze non è facile e il percorso cittadino è tortuoso con molti cambi di direzione e qualche cavalcavia che dopo molti km si fanno sentire e si accusano nelle gambe a fine gare, in compenso ti puoi distrarre guardando le bellezze a cielo aperto di Firenze e il tanto pubblico che ti incita ai margini delle
strade ma tutto ciò è coreografia: uno, due, tre pronti via si parte.
Eccolo Stefano che dorme in macchina, in aereo, in pullman ma non in gara e fa un gran personale 3h13’, Gianni lo segue a ruota con il suo personale di 3h19’, purtroppo al 35° km ha accusoto un po’ di fatica e il percorso di gara che vi dicevo prima, quindi ha dovuto rallentare di molto se no anche lui si sarebbe avvicinato
di più al tempo registrato da Stefano.
Altro personale quello di Marcello che ha sfrecciato per Firenze col tempo di 3h59’ e a ruota il solitario Vittorio che da ora in poi però potrà contare su un gruppo di amici per la sua prossima avventura e Angelo, che questa volta non si è perso per Firenze, ha seguito il percorso di gara e le indicazioni che davano i volontari della maratona.
Pietro ha chiuso la sua prima maratona col personale di 3h36’ ma la cosa più importante è la spinta che gli ha dato un suo caro scomparso prematuramente “Giovanni Cherchi”, lui ha voluto ricordarlo portando al petto una sua foto stampata sulla maglia e correndo anche per lui ma sono sicuro che Giovanni ha accompagnato Pietro passo per passo lungo il percorso di gara e finalmente quando Pietro ha raggiunto il traguardo ha capito col sorriso tra le labbra che anche lui ha la maratona sulle gambe, noi lo sapevamo, come sappiamo che ormi ha il virus della corsa e non vi è antidoto se non correre perche lui ormai è un maratoneta.
Luciano invece non l’ho lasciato per ultimo per vanità o presunzione ma, semplicemente perché la mia gara sia ricordata per lo spirito che è la maratona e per il suo divertimento, purtroppo durante la gara è morto un ragazzo di nome Luigi Ocone che correva la sua seconda maratona ed è a Lui che va il nostro saluto e abbraccio da maratoneti, sono sicuro che nessun conoscente di Luigi leggerà queste mie parole ma lui si!
Correvo alla grande, mi ero allenato per fare la maratona in 3h15 e il passo in gara era perfetto anzi ho rallentato leggermente e vedevo davanti a me Stefano e Gianni che avevano giustamente un andatura leggermente più veloce della mia ma purtroppo al km 20 il blocco. Non avevo più forze, non so sé dovuto da una influenza incubata o da un picco glicemico che mi ha tolto le forze, però non riuscivo a tenere l’andatura e i 4’35’’ a km non erano più naturali ma era uno sforzo sovraumano. Ho provato una, due volte poi ho rallentato e poi ho riprovato quando mi ha raggiunto Pietro che preoccupato non mi voleva lasciare solo. Gli ho detto di andare e stare tranquillo ormai avevo capito che “non né avevo” ma soprattutto che la maratona è un divertimento allora mi sono fatto una passeggiata di qualche km. Insomma in tutta sicurezza corricchiavo e mi godevo la gara guardano il paesaggio ma soprattutto chiacchierando col pubblico che ti incita aldilà della tua andatura. A una signora dissi di non preoccuparsi che come finiva la salita riprendevo a correre, peccato che quel tratto era in piano e io stavo camminando per riposare, mentre ad un'altra signora ho chiesto un fazzolettino per soffiarmi il naso e lei tutta di fretta me lo voleva dare invece io le dissi di stare tranquilla che non avevo fretta, intanto Piazza Santa Croce era li da anni e non credo che nel breve tempo l’avrebbero spostata. Insomma ho chiuso la mia nona maratona in 4h15’ il personale in negativo ma per la prima volta ho capito quanto è importate arrivare al traguardo col sorriso e col pubblico che comunque incita il tuo arrivo. Sapete mi è capitata un “cosa” e quindi forse è da poco che lo penso o che me ne sono accorto ma quel sorriso è importate non solo per te che finisci quella maratona o al pubblico che in quel momento ti sta  incitando ma anche perché quel sorriso lo vuoi portate e regale alle persone che ti aspettano e che tu non devi dimenticare.
In tutto ciò lo sapete cosa ti trovi in mezzo hai piedi? Una linea azzurra!
In molte maratone misurando il percorso rimane il segno della misurazione per tutto il tragitto e sulla strada tu che corri lo vedi in terra e a Firenze era una linea azzurra, poi il maratoneta invece di seguire quella linea tenta di tagliare il percorso, perlomeno dove può, per esempio nei cambi di direzione o anche saltando aiuole
e marciapiedi con la speranza di accorciare di qualche metro il percorso, si arriva quasi ad odiare quella linea però alla fine per noi maratoneti quella linea è importante e ci accomuna tutti, perché quella linea misura il percorso di gara che in qualsiasi parte del mondo sia tracciata o in qualsiasi maratona tu stia correndo,
quella linea azzurra sarà sempre lunga 42 km e 195 metri.


Linea Diretta...
Fausto SolinasTore ScanuLuigi MundulaVirgilio Pirastru
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