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nanni firenze 2015Mentre correvo quei fatidici 42195 metri nell’affascinante Firenze, i miei pensieri non mi hanno mai lasciato da solo, andando oltre il traguardo a scrivere queste parole che rappresentano solo emozioni. Perché nella maratona non c’è spazio per altro se non per le sensazioni. E’ li che mi sono dato la risposta definitiva alla domanda che tutti ti pongono quando racconti della tua personale impresa: “Cos’è per te la maratona?”. E’ lì che ho capito che solo correndone una si è in grado di dare una risposta: “E’ più semplice dire cosa non è, perché la maratona è tutto in soli 42 chilometri”.
E’ speranza quando ti prepari nelle giornate torride di luglio o nelle mattine gelide febbraio. E’ angoscia quando il tuo corpo sembra negarsi alle tue eccessive richieste. E’ sogno nei giorni di spasmodica attesa che precedono la vigilia. E’ tensione che tende il tuo corpo prima del segnale di partenza. E’ adrenalina quando muovi i primi passi insieme a quelli di migliaia di persone che ti circondano. E’ rabbia quando devi scartare in continuazione per guadagnare spazio. E’ generosità quando un amico partecipa solo per farti da padrino al battesimo della maratona. E’ fratellanza quando trovi per strada compagni improvvisati, con i quali condividi solo un tempo a chilometro, ma che ti sembra di conoscere profondamente. E’ gratitudine quando sei in difficoltà e uno sconosciuto ti tende la mano. E’ altruismo quando incroci lo sguardo di un compagno in difficoltà e gli urli di non mollare. E’ amicizia quando bastano poche parole affannate per aiutarsi a vicenda. E’ ansia quando dopo pochi chilometri pensi a quelli che mancano. E’ illusione quando le gambe sembrano girare come non avevano mai fatto. E’ terrore quando la caviglia si giri in una buca. E’ magia quando ti assale una strana ed ingiustificata euforia. E’ pazzia quando inizi a correre più forte delle tue possibilità. E’ disorientamento quando per qualche attimo rimani solo. E’ sollievo quando ritrovi un compagno che credevi aver perso. E’ delusione quando non riesci a tenere il passo di chi hai deciso di prendere come punto di riferimento. E’ razionalità quando inizi a calcolare il tempo finale. E’ inganno quando cominci a contare i chilometri che mancano.
E’ bellezza quando ti guardi intorno. E’ ristoro quando pensi agli occhi di tua moglie e tua figlia. E’ ammirazione quando plaudi ad un atleta che corre aiutandosi con le stampelle. E’ felicità quando pensi all’arrivo. E’ fierezza quando pensi ai sacrifici fatti per essere lì. E’ rispetto per i chilometri ancora da fare. E’ motivazione per raggiungere il traguardo. E’ incredulità nel realizzare che stai correndo una maratona. E’ temibile attesa per l’arrivo del temuto “muro”. E’ raggiant sorpresa quando la crisi non arriva. E’ riconoscenza verso tutte le persone che ti hanno aiutato. E’ negazione della mente quando senti il corpo soffrire. E’ superbia quando passi tra due ali di gente. E’ gioia quando ascolti gli incitamenti. E’ commozione quando dai il “5” ad un bambino che tende la mano. E’ pianto quando ti senti soffocare dalla festa che ti circonda. E’ dolore quando i muscoli si contraggono. E’ sofferenza quando le ultime forze ti abbandonano. E’ orgoglio per non aver deluso il tuo coach. E’ niente quando si spegne tutto intorno a te. E’ tutto quando realizzi di avercela fatta.
E ora che anche io sono stato travolto da questo vortice di emozioni, che ho gustato il piacere e inghiottito l’amaro, posso finalmente dire, anzi urlare “SONO UN MARATONETA”.


Linea Diretta...
Fausto SolinasTore ScanuLuigi MundulaVirgilio Pirastru
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