RESPIRAZIONE e RESISTENZA: respirare bene
per rendere al massimo
Negli sport di endurance (ciclismo, podismo,
sci di fondo, nuoto di fondo, triathlon...)
spesso l'affanno coincide con
l'affaticamento e quasi sempre sopraggiunge
prima dell'affaticamento muscolare.
Fino ad oggi, però, la scienza
dell'allenamento si è principalmente
occupata di affaticamento muscolare, di
allenare le capacità dei muscoli
direttamente coinvolti nel gesto atletico
per migliorarne la prestazione, tralasciando
completamente quella che è la componente
respiratoria.
L'affaticamento dei muscoli periferici,
quelli coinvolti nell'esercizio, è da
attribuire prima di tutto ad una ridotta
ossigenazione degli stessi: durante
l'esercizio tutti i muscoli vengono
affaticati, compresi quelli respiratori che,
ovviamente, non potendo essere mai fermati
per non arrecare danni all'intero organismo,
non raggiungono mai un vero affaticamento.
Esiste infatti un riflesso neurochimico che,
riducendo l'afflusso di ossigeno ai muscoli
periferici quando la richiesta di ossigeno
della muscolatura scheletrica non può essere
soddisfatta dallo scambio polmonare
determina quella sensazione di stanchezza e
bruciore ai muscoli , dovuta al "blocco"
della ossigenazione periferica, che tutti
gli sportivi ben conoscono e che porta
all'inevitabile diminuzione dell'intensità
dell'esercizio.
Un allenamento specifico dei muscoli
respiratori permette di ritardarne
l'affaticamento e aumentare di conseguenza
il tempo di esaurimento in esercizi di
resistenza di natura sia aerobica che
anaerobica. Eliminare il limite respiratorio
significa portare la capacità di prestazione
oltre, fino a raggiungere il vero limite,
quello dei muscoli specifici del gesto
sportivo.
Respirare è il gesto più semplice e naturale
che conosciamo ma sotto sforzo richiede
coordinazione e possibilmente coscienza:
molti atleti di altissimo livello non sanno
nemmeno la differenza tra respirazione
diaframmatica e toracica, presentano dei
reali deficit coordinativi soprattutto a
carico dei muscoli inspiratori.
Insegnare la corretta gestualità permette di
migliorare la respirazione aumentandone la
profondità e di conseguenza migliorando
sensibilmente i valori di Capacità Vitale (CV),
di FEV1 (volume espiratorio forzato nel
primo secondo) e di ossigenazione
periferica.
La muscolatura respiratoria è un fattore
limitante la prestazione e deve quindi
essere allenata tanto quanto la
muscolatura specifica, recenti studi
scientifici (1, 2, 3, 5) lo dimostrano.
Oltre alla componente muscolare e
coordinativa non dimentichiamo che ci sono
altri fattori che possono influenzare
negativamente la respirazione: non è
difficile infatti incontrare atleti asmatici
o sofferenti di bronco costrizione indotta
dall'esercizio (Exercise-induced
bronchoconstriction, EIB).
In entrambi i casi si manifesta una aumento
delle resistenze al flusso di aria nelle vie
aeree che provoca tosse, dispnea, difficoltà
respiratorie ed eccessiva produzione di
muco.
Diversi studi hanno evidenziato che questa
sintomatologia è più diffusa negli sportivi
che nella popolazione generale: ciò è dovuto
ad una maggior iperventilazione da
esercizio, alla prolungata esposizione ad
allergeni e sostanze irritanti per i bronchi
oltre all'inalazione di aria fredda e secca.
Tecniche ed alimentazione per
migliorare la respirazione
La respirazione è fondamentale per l'uomo,
specie quando è impegnato in un esercizio
fisico.
La muscolatura respiratoria si può allenare
in modo specifico con tecniche e con
particolari strumenti, mentre l'insorgenza
del broncospasmo da esercizio può essere
contrastata integrando l'alimentazione con
acidi grassi poliinsaturi delle serie
Omega3.
Uno strumento utile per allenare la
muscolatura respiratoria si chiama
SpiroTiger, è nato in svizzera (l'ideatore e
sviluppatore della metodologia è il
fisiologo Urs Boutellier dell'Università di
Zurigo) e permette di allenare la resistenza
della muscolatura respiratoria.
Tanti sportivi delle più svariate
discipline, dall'acqua fino alle alte quote
dello skyrunning hanno impiegato questa
metodologia. Lo strumento è molto semplice,
il controllo elettronico dei parametri
dell'allenamento previene una
iperventilazione involontaria, permettendo
di allenarsi in completa sicurezza e senza
controindicazioni. Spirotiger agisce su
diversi parametri, migliora la capacità
vitale, diminuisce la frequenza
ventilatoria e il lattato sotto sforzo, così
come riduce la frequenza cardiaca durante
l'esercizio e a riposo.
Il ruolo dell'alimentazione
Non solo l'allenamento della muscolatura
respiratoria aiuta l'atleta asmatico o
sofferente di bronco costrizione (EIB), ma
anche l'alimentazione può giocare un ruolo
altrettanto importante. Secondo una recente
ricerca (4, 2003), l'assunzione di acidi
grassi poliinsaturi della serie Omega3, ad
elevato standard di purezza e
concentrazione, è di aiuto nel contrastare
la sintomatologia dell'EIB, permettendo allo
stesso tempo una riduzione del trattamento
farmacologico.
EthicSport, marchio leader nell'integrazione
professionale per lo sportivo, propone un
prodotto a base di Omega 3 ad alto titolo e
purezza (OmegaSport).
Sono numerose le letterature scientifiche
che evidenziano come gli Omega 3 ad elevato
titolo e purezza, ed assunti in dosaggi
adeguati, permettono di contrastare il
bronco spasmo e coadiuvano la riduzione dei
fenomeni infiammatori, di cui spesso
soffrono gli sportivi.
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