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Alle porte di
primavera sotto un generosissimo sole e con la partecipazione
d’altrettanti atleti generosissimi, sotto la volta d’un azzurro estremo,
sconfinato, dalla centralissima Piazza Carlo Alberto, alle ore undici ha
preso il via la gara podistica di circa dodici chilometri, denominata del
Monte Acuto. Circa cento le presenze atletiche - ogni categoria
rappresentata - che hanno dato vita a questo primo trofeo, giunte da ogni
dove dell’isola e animate dal migliore spirito agonistico.
Si è traversato in uscita e
al rientro il centro storico di Ozieri, come sempre bello e caratteristico
per i suoi loggiati di primo ottocento (altane) oltrechè impreziosito
dalle architetture di non poche abitazione d’epoca gotico-catalana, per
poi correre, ognuno/a, incontro al proprio destino per l’ondulato e
variegato territorio del Monte acuto ricco di asperità (salite irte e
discese a rotta di collo!), ma anche unico per gli scenari naturali che si
susseguivano a vista d’occhio. Un tracciato, questo ozierese, d’endurance
e catartico, per gente impavida, disponibile all’avventura e al sogno,
disposta a mettere a dura prova i propri limiti che ha avuto estimatori e
detrattori. Nettamente a favore i primi tre senior del podio: Mario Cuccu
dell’atletica Gonnesa, Salvatore Orgiana della Delogu Nuoro e Gavino Ortu
dell’amatori Olbia. Contrarie: la pur brava Claudia Pinna del CUS CA,
prima classificata e Daniela Maludrottu dell’Atletica Olbia, seconda
classificata. Elena Frattus, Porto torres, terza classificata ha
apprezzato il pur duro tracciato e favorevole è stata anche la miglior
maratoneta isolana: Marinella Curreli dell’Amsicora.
Complessivamente, monte-premi
assoluto sperequato tra uomini e donne, va lodato l’impegno, la cura e
soprattutto lo spirito con cui il gruppo del Monte Acuto Marathon ha
organizzato e proposto questo evento. Evento che ha tutti i numeri per
evolversi e trasformarsi in una classica nazionale, e con le giuste
risorse, in incontro internazionale per “assoluti” e dilettanti di tutte
le età. Non è una gara per dubbiosi o per monotematici atleti che non
vogliono uscire dagli standard abituali; è una gara che va corsa con il
cuore in mano, con spirito e consci della catarsi che imporrà il
tracciato; è il giusto banco di prova per atleti che intendono valutare
appieno il proprio stato di forma, il proprio livello di resistenza alla
potenza aerobica; è una gara che va interpretata con generosità, per
rendere omaggio al borgo di Ozieri, creativo e laborioso nelle sue
tradizioni e nelle sue attività, ma da sempre all’avanguardia nella
cultura e nella proposizione sportiva non solo all’insegna dell’agonismo
ma anche della salute e della partecipazione popolare. Non a caso il
gruppo del Monte Acuto Marathon, genuino come le spianate e i sospiri
della sua città, propone il suo decalogo, magari parafrasando il Prof.
Arcelli, e a proposito dei dieci motivi del perché correre è bello dice:
perché è l’attività più semplice e
naturale e perché l’OMS dice che è la migliore alleata della nostra
salute; perché ti fa sentire libero; perché è il test più semplice del
funzionamento del tuo corpo; perché stimola la produzione di endorfine
(sostanze che aiutano a stare bene e aumentano la resistenza al dolore);
perché aumenta le difese immunitarie e abbassa la pressione; perché ti fa
perdere il peso in eccesso; perché ti allontana dall’alcol; perché non va
d’accordo col fumo; perché ti fa incontrare nuovi amici; perché ti fa
sentire, almeno per un po’, un eroe.
A premiazioni ultimate non resta che
smontare banchi del ristoro e tende e far pulizia; i volontari non
mancano; l’entusiasmo anche quantunque la fatica incomba. Se i primi
attori in scena sono gli atleti, è anche vero che senza l’attività dei
volontari sempre dietro le quinte e guidati dalla sapiente regia del
gruppo organizzatore, manifestazioni come quella odierna non sarebbero
possibili.
Onore agli infaticabili e ai
generosi!
Da Ozieri è tutto. Alla
prossima.
Michele Licheri.
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